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giovedì 20 marzo 2008
Lacrime d'amore, Santo coccodrillo
Otto e Anna, protagonisti indiscussi anche se molto criticati della love story, si ritrovano innamorati da due mesi ma la loro condizione mentale, sociale e fisica (PS: 10 al compito! no scusate, quella è un'altra fisica) li rende estrememente instabili, per dirla alla Freud, idioti.
Le loro capacità intellettive sono ridotte al minimo e, da quando io ho memoria che si piacciono, non si sono mai detti nulla di vagamente relato alla loro condizione, no, niente, vivono nell'ignoranza e il loro desiderio viene ricompensato da una gioia quotidiana destinata ad estinguersi con il tramonto e a fiorire con il sorgere del sole.
Giorni di agonia, tristi racconti e resoconti decisamente infelici (questo sì, è un chiasmo, ma viene da se, non c'è bisogno dello studio infinito e accidioso di Petrarca per crearlo), giunge la tanto inaspettata quanto felice notizia: Anna, con strenua volontà, fattasi forza, e altre numerose metafore che non sto qui ad elencare, decide di dichiararsi al suo amato con una strategia alquanto semplice e efficace, anche se un pò triste.
Ma si sa, in amore e in guerra ogni arma è lecita (e se il proverbio non era così non commentate, che non importa a nessuno).
Ed ecco che la rivelazione arriva dall'alto del web, dai cavi della connessione internet, dai modem e router che si rimpinzano di chat di MSN e sputano fuori frasi senzienti.
Così Otto riceve la sua dichiarazione e come è giusto, accetta la richiesta ed inizia la condivisione di passioni, insomma, si mettono insieme per dirla in un modo meno informatico.
Anna ama Otto, possiamo dirlo, lo sappiamo, è confermato e dopo una settimana potranno vedersi per conciliarsi com'è normale (speriamo) fare.
Se c'è un Dio lassù, si faccia controllare il modem, perchè una richiesta prima che venga esaudita impiega più di quanto una nonnetta ci mette a farsi una visita medica.
Oh, santo coccodrillo, confidiamo in te.
lunedì 18 febbraio 2008
Lacrime d'amore, lacrime di coccodrillo
Come secondo tema, dopo la religione e quel miscuglio di frasi che ho postato, denominato "articolo", penso che un ottimo argomento su cui discutere sia l'amore.
E poi ho una storia da raccontare.
Non l'amore platonico, tantomeno un amore che riguarda me, nemmeno un amore per un argomento, come scusi, signore con la barba bianca laggiù? "zi, Amore per Dio"? Chiuda quella boccaccia e legga in pace; dicevo, un amore che riguarda due persone, che chiameremo per gioia dei palindromi Otto e Anna, un ragazzo e una ragazza che si amano, ma non lo sanno.
Sì. Il tema fondamentale è che non lo sanno. Parlando io come voce narrante, se avete studiato un minimo di narrativa, saprete che io sò più dei protagonisti. Non sono onniscente, ma in questa materia ci vado vicino ecco.
Otto ama Anna (viva le figure retoriche tristemente note), solo che non è sicuro. Potrebbe dichiararsi all'amata, ma un pò "ha paura" (parole testuali di Otto, di significato sconosciuto) e si preoccupa per cosa dovrà fare dopo, chessò, con quali ragazze potrà parlare, i limiti. Come gli ho già detto una volta, forse dovresti prima pensare al lato positivo, per quello negativo c'è tempo.
Anna ama Otto, ma chiaramente è la donna, e anche lei ha due ottime motivazioni per non manifestare il suo amore. La prima è che lei è la donna e giustamente dice che non vuole dirlo lei, perchè nella visione cavalleresca non è certo la donna a dichiararsi. Inoltre ammette che anche lei "ha paura", non saprebbe cosa fare dopo ed è confusa e stressata.
Ovviamente non me ne sono stato con le mani in mano, sono bastardo sì, ma di fronte a queste situazioni sono un pezzo di pane. Ho provato (e non da solo) ad aiutare i due innamorati, ma niente. Forse la paura, forse l'indecisione, li ha sbriciolati e con tutte le occasioni che hanno avuto non si sono mai detti nulla. Nulla. Continuano a vivere da ottimi amici e simil-amanti, ma niente di ufficiale.
Il lato sconcertante è anche che si lamentano (privatamente sia chiaro), dicendo che l'altro non si decide o che loro non hanno il coraggio, vorrebbero stare insieme ma non riescono, non possono.
A questo punto mi viene da dire: Lacrime d'amore o Lacrime di coccodrillo?
PS: la fine del racconto non c'è. Non sò come andrà a finire; se avete idee postate pure
PPS: qualsiasi commento pessimista, trucido o vagamente religioso verrà eliminato seduta stante. O un pò dopo.
Edit. Dimenticavo.
Otto: "Anna, io ti amo."
Anna: "Anche io."
Otto: "..."
Anna: "..."
Otto: "Ci baciamo?"
Anna: "Dopo."
Otto: "..."
Anna: "Scherzavo."