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Minacce di VitaBuonasera, caro lettore o lettrice che perdi tempo su questo blog. Sarò sincero, devo ammettere che qui c'è veramente di tutto, da riflessioni esistenziali a invettive contro il sistema, dai cuori spezzati ai racconti più fantasiosi che io abbia mai scritto. In ogni caso, tutto questo sono io. Sotto tante facce. Potrei persino risultarti simpatico o tenero, ma la realtà è che, purtroppo, non me ne frega niente. Sono cinico, un pò stronzo, fedele solo alla mia morale, e non bado alla tua analisi psicologica. Non confondere la mia spiritualità e curiosità. Leggi e basta, sennò che diavolo di lettore saresti. Buona perdita di tempo.

giovedì 8 ottobre 2009

Sul Bus

Il bus, l'auto che milioni di studenti prendono ogni mattina per andare a scuola, dove succedono miriadi di cose, gente che si conosce, che si odia, che si ama, che lega. E' un posto incredibile, eppure le sue storie sono sempre relegate in un angolino, in un pezzetto di film dove viene usato come semplice intervallo; ma l'autobus non è solo questo.

Sull'auto può succedere di tutto, ma sicuramente si fa amicizia, questo è scontato. Conoscerai sempre qualcuno, a meno che l'auto non sia pieno di ragazzi trascinati dalla moda del momento che si divertono a contare le cicatrici sui polsi, ecco in quel caso sarebbe più difficile, ma un'opportunità la trovi ovunque. Alla peggio cambi autobus scuola quartiere città nazione.

Alla fine, invece, quello che ti colpisce di più è l'osservare la sua globalità, il suo insieme senza parlare, guardando e ascoltando la sua voce uniforme, le sue discussioni stravaganti che nascono, quel momento di follia che può nascere solo fra persone che condividono fondamentalmente una sola cosa: l'andare a scuola.
Ed è inevitabile che le disgressioni su ogni emerita idiozia raggiungano livelli abnormi, che si vengano a formare dei veri e propri personaggi, delle comunità nella comunità che si confrontano ogni giorno; e se guardi a fondo nel cuore dell'auto ci vedi di tutto, dall'innamorata che pensa solo al suo amore, al disperato per un compito, al ripetente in cerca di tranquillità ma che non può fare a meno di essere trascinato nel discorso, al cronico coglione che non perde un colpo per rovinarsi la reputazione. C'è di tutto, e un sospiro, una domanda, ti gettano nel vortice della vita dell'auto.

Forse in fin dei conti, c'è solo un'amiciza superficiale, sentimenti vuoti e soprattutto brevi, quando sei sull'auto, ma c'è davvero qualcosa che predomina: la solidarietà, il coinvolgimento, l'umanità. Perchè fra uno scherzo e una battuta, l'auto è la tua famiglia e quando meno te l'aspetti, ti aiuterà.

2 commenti:

Injo ha detto...

Io quelle poche volte che sono costretto a prende l'autobus soffro ogni minuto. La densità di popolazione è troppo elevata, nei bus.

Rocklion ha detto...

Bwa, il mio è meno affollato. Però spesso è vero.